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feb
04
2009

The End is Nigh

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«La fine è vicina»: lo dice un cartello portato da un uomo che sembra un povero reietto (ma si rivelerà ben altro) sulle pagine di Watchmen, il graphic novel da cui l’imminente pellicola di Zack Snyder è tratta. E per alcune brutte, bruttissime settimane è parso ai fan proprio questo: che la fine delle speranze di vedere Watchmen il 6 marzo fosse a tanto così dal giungere davvero. Ma poi tutto si è risolto: invece di attendere la fine, stiamo aspettando l’inizio dell’era Watchmen al cinema!

Ho detto “i fan”, poco fa: ma questo non vuole essere un blog dedicato ai fan. O meglio, non SOLO ai fan. Coloro tra i nostri lettori che sono già fan del fumetto di Alan Moore e Dave Gibbons sono i benvenuti, naturalmente, e chi scrive è un fan dell’opera di questi geniali autori dopo tutto. Ma il nostro blog vuole rivolgersi a tutti coloro che, vedendo i trailer e gli spot tv dedicati al film sono stati attratti, incuriositi, da un’opera che vuole ridefinire i supereroi al cinema così come il romanzo grafico originale fece nei fumetti.

Che cos’è Watchmen, dunque? E’ un fumetto talmente complesso, adulto e stratificato, da essersi guadagnato il rispetto dell’ambiente intellettuale al di fuori della cerchia di critici ed appassionati del medium a strisce. E’ l’unico nel suo genere ad essere stato incluso da Time nella lista (redatta nel 2005) dei 100 migliori romanzi in lingua inglese pubblicati dal 1923 a oggi. E’ un’opera d’arte che fonde la geniale scrittura di Alan Moore con la maestosità ritmica delle tavole di Dave Gibbons.

E perché Doomsday Clock? Nel cercare un nome adatto per questo diario che ci accompagnerà da oggi sino all’uscita del film, abbiamo pensato che fosse opportuno richiamare in qualche modo l’importanza che il tempo e, metaforicamente, gli orologi hanno nel graphic novel. Non solo “watchmen” vuol dire, oltre a “guardiani”, “orologiai”, ma il tempo gioca un ruolo chiave nel fumetto: perché Watchmen è prima di tutto una corsa contro di esso per evitare un destino catastrofico.

La concezione del tempo in Watchmen potrebbe essere riassunta, appunto, tirando in ballo il “Doomsday Clock”,ovvero l’orologio presente nella “stanza dei bottoni” in cui Nixon ed il suo staff militare si riuniscono in alcune scene chiave del fumetto, ambientato in una realtà parallela in cui la guerra atomica è ad un passo.

Ma non si tratta di un’invenzione di Moore: l’orologio dell’apocalisse è un orologio simbolico creato nel 1947 dagli scienziati del Bulletin of Atomic Scientists dell’Università di Chicago. La mezzanotte simboleggia l’olocausto nucleare, e al momento della sua creazione le lancette furono impostate su sette minuti a mezzanotte. Durante lo svolgersi degli eventi in Watchmen, spesso vediamo le lancette di tale orologio impostate su cinque minuti a mezzanotte, un segnale chiaro e conciso della crisi che sta investendo il mondo.

Abbiamo pensato che questo fosse un ottimo simbolo di ciò che ci attende: un mese in cui correremo contro il tempo nel tentativo di regalarvi news sempre aggiornate e di ripercorrere quest’ultimo anno febbrile, in attesa del 6 marzo.

Nel frattempo, vi rimandiamo alla nostra disamina a puntate Watching the Watchmen, le cui parti potete trovare qui, qui, qui e qui. Vi farete un’idea, ma per ora non abbiamo che grattato la superficie di quello che ci aspetta. Il tempo stringe, «La fine è vicina».

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